I protocolli di comunicazione nella Home Automation

Un impianto di Domotica ben progettato è costituito da numerosi componenti, che svolgono specifiche funzioni all’interno del sistema casa. 

Tutti i device sono collegati tra di loro, in modo fisico o meno, attraverso la rete di comunicazione, ovvero il sistema nervoso del nostro impianto.

Affinché tutti i componenti, che siano essi sensori o attuatori, comunichino tra di loro in maniera efficace e veloce è necessario che il linguaggio utilizzato sia lo stesso. Questo trasforma un insieme di oggetti indipendenti nella stessa abitazione in un impianto davvero integrato. Per rinfrescarti le idee sulle caratteristiche della Domotica, abbiamo l’articolo “Cos’è la Domotica?” pronto per Te.

Il protocollo di comunicazione definisce le caratteristiche del messaggio, ovvero del telegramma, e le azioni che scaturiscono da questo comando. Il formato del telegramma deve seguire precise regole per essere considerato valido; se così non fosse verrà considerato errato e, quindi scartato. Ogni telegramma contiene sempre l’indirizzo di destinazione e l’indirizzo sorgente, oltre ad altre informazioni. Queste sono il campo di controllo, il campo dati (l’istruzione vera e propria), il campo sicurezza ed il campo conferma.

Per mettere un po’ di ordine nella varietà di protocolli esistenti ed utilizzati, possiamo classificarli in due macro categorie: protocolli chiusi e protocolli aperti.

I protocolli chiusi

Questa categoria raccoglie tutti i protocolli proprietari, che non sono utilizzabili da tutti i dispositivi. Solo chi ha realizzato il protocollo può utilizzarlo, bloccando l’ingresso nel sistema a componenti che non siano stati costruiti da quella specifica casa produttrice.

Si dimostra quindi questa una scelta molto limitante essendo il consumatore vincolato ad un determinato produttore ed ai suoi prodotti.

I protocolli aperti

A differenza di quelli chiusi, in questo caso, essi sono accessibili anche da terze parti e, quindi, differenti società possono far comunicare i propri device mediante questo linguaggio. Viene così definito anche protocollo standard.

Con questo approccio possiamo vedere l’installazione di dispositivi di diverse case produttrici con la capacità di comunicare tra di loro.

Ci renderemo intuitivamente conto dei benefici di questo approccio, come, ad esempio, la possibilità senza alcuna criticità di estendere in futuro la struttura del nostro impianto.

Per motivi di sicurezza ed affidabilità gli esperti di idyllio hanno deciso di abbracciare il protocollo KNX. Nato nel 1990 rappresenta ad oggi uno standard mondiale per la Buiding Automation, essendo conforme alle normative Europee ed internazionali.

Un sistema Domotico con protocollo KNX ha la struttura già presentata nell’articolo “L’architettura di un impianto di Domotica”: sensori, attuatori, mezzo trasmissivo ed interfaccia utente. Il sensore rileva gli stimoli esterni ed invia un comando, attraverso il mezzo di trasmissione, ad uno o più attuatori. 

Questa soluzione supporta, quindi, la trasmissione tramite cavi e tramite rete elettrica, ma anche quella wireless. Si dimostra così molto flessibile e scalare, adatta a tutti i tipi di soluzioni, sia di grande che di piccola dimensione.

Essendo un protocollo aperto ha il vantaggio dell’interoperabilità tra servizi e prodotti di diversi brand, come abbiamo già valutato per tutti i sistemi di questa categoria.

Ad avvalorare la forza di questa scelta, va citata anche il numero di dispositivi che possono essere installati su questa rete. Essendo studiato per soluzioni industriali, il KNX accetta fino a 60.000 dispositivi, a differenza di un sistema proprietario (chiusi) che ne può vedere installati un massimo di 300.

A nostro parere le soluzioni KNX rappresentano la scelta giusta per la Tua casa. Per questo motivo idyllio è certificato come KNX Partner, al fine di garantire soluzioni di comprovato valore e qualità.

Scegli anche tu le migliori soluzioni sul mercato. Lascia che un esperto del Team di idyllio ti contatti per iniziare un nuovo percorso insieme.